Giuseppe Alibrandi    
 
  POESIA   |   pinna nobilis    
 













 
  TINDARI

Pynna nobilis,
sedimento calcareo
di roccia secolare
ritagliata a losanga
su mollusco marino,
strapiombi del Tindaro,
pensile su laghi di mare,
ti fissarono
in quella vita fossile
che pellegrino ignaro
rinvenne
tra le plaghe
bruciate dai sali
e dai venti di libeccio.

Impotente,
ti lisciò
tra le mani
guardando
al monte Giove,
enorme fallo
piantato
nella Madre Terra:
forse talismano
della candida Adelasia
fugata in monasterio
sterile di vita?
Specchio gentil
mostravasi
all’acque e all’aure
di brezze mattutine,
ombra diafana vagante
in spazi di solitudine.

Pensiero oscuro
e millenario
di bellezza racchiuso
in forma calcarea
trasparente all’acque
divenne
colata di cemento
giù per dirupi
a strapiombo
contro il fiore di cardo:
gracchiò la cornacchia
abbandonando il buco,
l’onda del lago
accolse il tronco esanime
e verme
di acque limacciose
gli succhiò la linfa.

 
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